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category : TRAINING
author : Diego Novella
publish on : 6/4/2020 12:00:00 PM
Views : 243

UNO SWIMRUNNER È DIFFERENTE


Liberi in acque libere alla ricerca di un’acquaticità più complessa, in una performance in cui la potenza serve più della velocità. Un ripasso dei “perché” del nuoto con le scarpette, come base della ripartenza.


Il nuoto è uno sport “cattivo”, basta saltare una sessione di allenamento e ne risentiamo, ma saltare diverse settimane o qualche mese, ci fa perdere non solo l’allenamento ma anche quella preziosa cosa che definiamo “acquaticità”. Troppo spesso pensiamo solo alle ripetute e poco all’acquaticità, ovvero tutto ciò che riguarda il sentirsi a proprio agio nell’acqua, che non significa saper nuotare o riuscire a rilassarsi nell’acqua, ma indica il saper stare nell’acqua in qualunque posizione e in qualunque situazione, essere in sintonia con l’acqua. Io dico sempre che “se stai bene in acqua, ne avverti l’abbraccio e sei un tutt’uno con l’elemento a cui trasmetti emozioni, energia e movimento e l’acqua, per gratitudine, ti rende ciò che le dai”. L’assenza di allenamento per un periodo così lungo, ci ha fatto anche perdere la sensibilità all’acqua e quella confidenza che avevamo con questo sublime elemento.
Nessun problema, anzi una motivazione in più per darci dentro con maggiore energia. Per lo Swimrunner l’allenamento in acqua non si fa solo con gli strumenti tradizionali (palette e pull buoy), ma aggiungiamo calzini e scarpe. Ricordiamo sempre che nella pratica dello Swimrun, si corre su tutti i tipi di terreno esistenti, e per tale motivo è normale che nella scarpa entrino impurità (sabbia, terra, fango), e che una volta entrati non sentano ragioni per uscirne. Allora, per evitare delle fastidiose abrasioni diventa fondamentale l’utilizzo del calzino.
Le piacevoli temperature ci permettono di effettuare allenamenti outdoor, quindi le acque libere saranno la nostra piscina, dove è possibile nuotare senza problemi con le scarpe indossate (rammentiamo che in piscina utilizzeremo solo i calzini da running, ma niente scarpe).
Andiamo nel dettaglio della parte umida dello Swimrun, ovvero la parte nuoto, approfondiamo l’aspetto tanto ostile per chi ha buona dimestichezza con il nuoto, ma che per questa disciplina deve per forza fare: nuotare con le scarpe, oltre che con palette e pull buoy (n.d.r. nello Swimrun non esiste zona cambio).
La scarpa che utilizziamo per fare Swimrun, anche se è una scarpa normale da corsa e non un modello specifico per la disciplina, ha un marcato effetto frenante ma non affonda e annulla ogni sensibilità ai piedi, per cui oltre a perdere la propulsione delle gambe, perdiamo anche la parte di stabilizzazione. Cosa vuol dire? Partiamo da come siamo abituati a nuotare in piscina, ambiente ideale e senza interferenze, le gambe si usano per la propulsione, per una minima correzione dell’assetto (minima perché in vasca non ci sono onde, correnti, vento che interferiscono con l’azione), per le virate e le spinte dal bordo con annessa proficua azione subacquea. Se passiamo al nuoto in acque libere, la gambata diventa meno importante per la propulsione per via del consistente dispendio di energia che ne comporterebbe, non serve per le virate, né per le spinte dal bordo e le azioni subacquee, ma diventano importanti per la correzione di asseto (qui abbiamo onde, corrente e vento), e aiutano molto negli eventuali giri di boa quando occorre rilanciare e riprendere l’andatura.
E nello Swimrun quanto vale la gambata in acqua??? Nello Swimrun la gambata in acqua è praticamente nulla, anzi. La scarpa calzata limita moltissimo lo scivolamento e di conseguenza perdiamo qualche prezioso centimetro di galleggiamento, parzialmente recuperato grazie all’aiuto del pull buoy o di gambaletti galleggianti. Quindi dimentichiamoci delle gambe, rilassiamole e teniamole ferme, dato che il loro movimento, oltre che essere non proficuo, aumenta l’attività frenante delle calzature. Pertanto, la nuotata dello Swimrunner è esclusivamente affidata alle braccia che, oltre a fornire il 100% della propulsione, dovranno funzionare anche da stabilizzatrici. Questo ci induce a sviluppare un allenamento specifico basato soprattutto sulla potenza più che sulla velocità. Rammentiamo le numerose tabelle che vi abbiamo messo a disposizione nei mesi scorsi, dove non vi sono parti dedicate all’allenamento delle gambe (in acqua). Spesso abbiamo menzionato l’utilizzo del calzino a simulazione dell’effetto frenante/perdita sensibilità dei piedi. Talvolta possiamo diversificare delle ripetute da 25mt o 50mt crawl con mezza vasca a gambe incrociate. Tornando alla pratica che ora dobbiamo mettere in atto, ovvero andare in acqua in assetto completo (scarpe, pull buoy, palette, cuffia, occhialini e se occorre muta) e cominciare a macinare K all’aperto con frazioni di nuoto anche di 1000mt e corse sempre più impegnative (per distanza e dislivello), senza più scuse. E’ arrivato il tempo di ripartire.
Abbiamo sempre detto che lo Swimrun è uno sport differente dagli altri, e più ne approfondiamo la conoscenza, più ci si rende conto di quanto sia vero, sotto ogni aspetto. Per questo abbiamo sempre indicato allenamenti specifici. La paletta da nuoto, da strumento di allenamento del nuotatore è diventata un importantissimo attrezzo da gara per lo Swimrunner. Per cui è rilevante sottolineare l’importanza di utilizzare le palette durante le sessioni di allenamento in acque libere, è importante avere uno strumento affidabile (con i tre punti di fissaggio: polso, pollice e dito medio, in maniera tale che non la si perda e la si possa gestire sempre al meglio nei movimenti). Ricordiamo anche che sulla paletta è sempre utile appuntarsi le varie frazioni della gara, con le relative distanze, ristori e cut off.
Abbiamo verificato come dopo una sessione di allenamento di nuoto in acque libere con scarpe calzate, togliendole e facendo qualche centinaio di metri senza, si scivoli e si vada sensibilmente più forte (rispetto alla stessa tratta fatta senza aver prima nuotato con le scarpe). Questo avviene perché abbiamo imparato a scivolare molto meglio, saremo molto più veloci, anche perché avremo migliorato la nostra acquaticità. Un altro dei tanti vantaggi di essere uno Swimrunner è che facendo Swimrun, miglioriamo sempre le nostre performance nelle singole discipline, che siano corsa o nuoto.
Buoni allenamenti.

Diego Novella

Coordinatore Nazionale ASI per lo Swimrun

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