HOME
BLOG
SHOP
 
SWIMRUN TRAINING TEST RACE LOGIN GALLERY ABOUT US
INTERVISTA DOPPIA AI CAMPIONI ITALIANI PAOLO CARMINATI E RENATO DELL'ORO
interwiev
category : INTERVIEW
author : Diego Novella
publish on : 3/26/2020 12:00:00 PM
Views : 217

Oggi facciamo una bella chiacchierata con (in ordine alfabetico): Paolo Carminati e Renato Dell’Oro, due amici, due grandi sportivi. Nel 2019 sono diventati i Campioni Italiani di Swimrun a coppie e, con orgoglio e responsabilità del nostro motto “Swimrun Cheers, sempre ovunque e bene”, vestono il body della Squadra di Swimrun più figa d’Italia, quello della gloriosa Armata Swimrun Cheers.
Paolo, sorriso rilassato e sguardo da “tanto stai dietro”. Persona dal piglio tranquillo e riflessivo fino alla partenza della gara. Poi, inarrestabile soprattutto per la sfida con se stesso con il modo di fare di chi ci mette il cuore e la passione. Ho avuto la fortuna di conoscere Paolo ad un Test nel 2017. Inziga con sguardo burlone e garbato ed ai Test Pro ingaggia sempre ritmi sovraumani, ma pare che lui non faccia mai fatica. Paolo mi sta in scia nelle frazioni di nuoto e appena esce dall’acqua mi fa capire che non mi ha sorpassato “solo per rispetto”, allora gli dico che io sono andato piano “solo per rispetto” e, in due, nascondiamo il fiatone. Paolo e Renato non nascono Swimrunner, altrimenti sarebbero nati perfetti, allora si divertono a fare triathlon.
Paolo: 9 Ironman, 2 Mezzi Ironman, 2 Doppi Olimpici, 2 Olimpici e svariati sprint. Renato: Triathlon Olimpico di Pietra Ligure 2013, galleggiando appena nella frazione nuoto, 3 volte Elbaman, Embrun, gli Extreme Stonebrixiaman, Icon e Austria Extreme, da non dimenticare i Triathlon X-Terra di Toscolano Maderno e infine, menzione speciale per IdroMan.
Renato, occhi profondi ed elettrici (di quelli che dicono: “partiamo!!”). Lo sport per lui non è tutto, ma quasi. Lo fa bene, ci mette il cuore. Triatleta di quelli che “il nuoto è in salita, la bici è in discesa, la corsa è…già finita?” La conoscenza di Renato è avvenuta anche per lui ad un Test Base qualche anno fa, rammento che non riusciva ad andare piano, ma poi l’ho fregato inventando i Test Pro, ed è sempre stata gara!!!!!! Da bambino lo immagino in mezzo agli altri, credo che il passeggino, al posto di starci dentro, lo spingesse….e forse anche in salita. E per allenarsi alle fresche acque del mare del nord, un mese di doccia fredda a casa.

Come e quando hai scoperto lo Swimrun?

Paolo: “Maggio 2017, con l’amico Paolo Bassani, io e Renato Dell’Oro (all’epoca non si pensava ad ÖtillÖ) siamo andati in quel di Monate, dove ci avevano parlato di un guru dello swimrun, tale Diego Novella, disciplina a me quasi sconosciuta come la località.”
Renato: “La menzione speciale è stata data alla gara che mi ha fatto scoprire lo Swimrun. Renzo Straniero, l’organizzatore più vulcanico della mia zona e la persona che ha fatto divertire tutta la Brianza triatletica e non solo: nel 2016 aveva promosso una gara di Swimrun al Lago d’Idro, il giorno prima del triathlon medio, Idroman Alive in Hell, probabilmente il triathlon medio più duro d’Italia grazie ad una frazione in bici bellissima e durissima. Ecco, io con il classico spirito Kamikaze decido di fare entrambe le gare. Lo Swimrun era di solo una ventina di chilometri, se ben ricordo, di cui meno di 4K a nuoto. Ora io nuoto lento, eppure sono migliorato parecchio, quindi immaginati come fossi messo 5 anni fa. Faceva caldo, nessuno aveva la muta e il pull buoy l’ho recuperato alle 8 di mattina alla piscina comunale di Idro. Palette? Non erano contemplate. Puoi facilmente calcolare i secoli che ho passato in acqua! Prima della gara avevo pensato: “deve essere divertente e poi, un combinato soft il giorno prima della gara lo faccio spesso. Ma sì, vado a Idro, faccio sto Swimrun corricchiando, mi fermo a dormire e poi domenica spacco tutto!”. Purtroppo, fare le cose “piano non mi riesce e poi, nuotando malissimo, mi trovavo a spingere come un forsennato nei tratti di corsa e…ed era divertentissimo ma non mi rendevo conto di quanto stessi spendendo. Sono arrivato al traguardo felice, ma decisamente provato. Per esigenze famigliari non ho potuto restare ad Idro a riposare, sono tornato a casa, mangiato, dormito e domenica alle 5 ero in auto per tornare a Idro, abbastanza perplesso sulle mie possibilità di portare a termine la gara. Solito nuoto da ultime posizioni, bici molto sotto alle mie possibilità da sano e sulla corsa ho pagato un conto salatissimo, ma ho tagliato il traguardo. Stanchissimo. L’unico atleta del weekend a fare la gara al sabato e il “Mezzo” la domenica. Alcuni saggi, dopo la prova del sabato, avevano deciso di fare “solo” l’Olimpico.”

Dopo il primo test, ti sei detto….

Paolo: “Perché l’ho scoperto solo ora???”
Renato: “Sì bello, ma vanno troppo piano! E infatti sono arrivati i Test Pro: e alla fine una birra non basta! Dei test mi piacciono l’atmosfera e la condivisione delle esperienze. Alla fine, davanti ad una birra, si ha spesso l’occasione di imparare qualche trucchetto da chi ha più esperienza.”

Tu e Renato/Paolo siete molto diversi, affrontate le difficoltà in maniera differente, per questo siete una bella squadra?

Paolo: “In realtà, non siamo così diversi e lo dimostra il fatto che, in gara, ci capiamo senza parlare. Stessa caparbietà, stessa voglia di faticare, ma soprattutto, entrambi innamorati dello sport. Siamo diversi nelle singole discipline, ma questo, forse, è un valore aggiunto.”
Renato: “Siamo una bella squadra perché Paolo è un Santo e mi sopporta, soprattutto in gara so di essere abbastanza antipatico! Forse non ha ancora trovato un matto che lo segua e spero non lo faccia mai perché sì, siamo un bel Team. Non perché ci completiamo a vicenda, è una cosa che non si può fare, ma perché ci spingiamo a dare il massimo. Noi difficilmente corriamo uno a fianco all’altro: chi ne ha tira e l’altro si adegua. In genere Paolo parte più forte e mi costringe a ritmi per me un po’ alti. Poi lui cala leggermente e io inizio a carburare: lui passa al traino, poi si riprende e i ruoli si invertono nuovamente. Se ci adeguassimo ogni volta al passo del più lento credo che saremmo ancora spersi per qualche isolotto svedese!”

Rido ancora alla frase: “siamo sotto ritmo”, Engadina 2018….cosa hai pensato in quel momento?

Paolo: “Trasferta indimenticabile, con il gruppo degli amici che poi fonderanno l’Armata. La frase precisa, sul dolce (!) pendio appena usciti dal laghetto del Cavloch, da me pronuncia è stata: “siamo sotto ritmo”. Nelle prime gare, avevamo (in realtà, Renato) il vizio di partire un po’ troppo conservativi e ci siamo trovati intruppati dietro una serie di atleti che procedevano molto più lenti rispetto al nostro passo. Sapendo che il percorso di Engadina era per noi congeniale nell’ottica di fare punti per il mondiale, volevo semplicemente avvisare in maniera gentile il mio socio che potevano/dovevamo spingere di più.”
Renato: “Questo è matto: gli conviene cercarsi un altro! Eravamo appena usciti dal lago di Cavloch, a cui si arriva dopo circa 3km di salita che si affronta a tutta, subito dopo la partenza. 200 metri di nuoto e poi su per un sentiero da stambecchi. Ecco, su quel sentiero superare è molto difficile e io ringraziavo quelli che davanti facevano da tappo, così riuscivo a riprendere fiato. E mentre penso che siamo partiti troppo forte, che mancano ancora 35km, che io non so se ce la faccio…”Siamo sotto ritmo” : Ma sei matto!!!”

Io dico sempre che lo Swimrun è pura libertà, dove con altri sport ti devi fermare, con lo Swimrun vai oltre, un lago, un fiume, il mare non separano più ma uniscono, abbatti ogni confine geografico e mentale, è così?

Paolo: “Concordo pienamente con te: lo swimrun è pura avventura e continua scoperta. Ti racconto un aneddoto a me molto caro. Per prepararci alla nostra prima gara di coppia (Kvar aprile 2018), durante le festività di Pasqua che precedevano di poco l’evento, io e Renato ci siamo trovati a Varazze in Liguria per testare feeling e materiali. Dopo qualche nuotata corta (visto il mare, al limite della praticabilità) ed esserci riscaldati su una salita infinita, ci siamo persi tra i famosi terrazzamenti liguri … da me prima solo studiati in geografia.”
Renato: “È una bella definizione. Per me lo Swimrun è un gioco e la realizzazione di un desiderio: quando mi allenavo a correre vicino a casa, spesso, sudato da far schifo, guardavo voglioso il lago e pensavo sarebbe stato bello buttarcisi ma non ho mai avuto il coraggio…poi ho scoperto lo Swimrun ed è stato amore. Ed è vero: un senso di libertà incredibile che mi fa perdere il senso del tempo.”

Io ti conosco da qualche anno, cuore e passione sono il tuo cibo quotidiano, anche tu vivi di emozioni?

Paolo: “Da pianista, invito all’ascolto del Preludio op. 28 nr. 24 in D Minor di F. Chopin. Il sottotitolo coniato da Cortot “sangue, voluttà e morte” rende la dedizione, la passione e l’abnegazione che sublimano ogni nostra esperienza.”
Renato: “Emozioni e avventura. Per me la cosa più emozionante (a livello sportivo) è trovare l’avventura, l’esperienza epica, indimenticabile, dietro casa: con lo Swimrun spesso succede questo. Per esempio, amo la vostra gara perché collegare e correre sulle Isole Borromee prima che vengano invase, con la luce del mattino presto è una cosa unica, che mi è rimasta dentro.”

Avete fatto i mondiali 2019 in Svezia e li rifarete nel 2020, con che modalità?

Paolo: “Partecipare al mondiale è stata un’emozione incredibile e farlo in veste di Campioni Italiani è stato certamente un plus. ÖtillÖ World Champioship è una gara unica, per distanza e terreno. Talmente lunga che la puoi ripercorrere mentalmente solo a singoli frammenti per volta. Pensa che, ancora ad oggi, ogni tanto mi balzano alla memoria singoli tratti di percorso ed episodi. Lo scorso anno siamo partiti con il freno a mano tirato, se così si può dire, cercando di goderci il viaggio. Alla fine, comunque, è uscita una prestazione di tutto rispetto, con il miglior tempo italiano di sempre. Sentiamo, tuttavia, che, nelle nostre corde, abbiamo la possibilità di fare qualcosina di meglio e, quest’anno, ci proveremo.”
Renato: “Coltello tra i denti: l’anno scorso ci eravamo detti che andavamo a goderci l’esperienza. Per come siamo fatti, trotterellare per 75km ci ha lasciato l’amaro in bocca. Non voglio dire che partiremo come palle di cannone, però l’idea è quella di prenderla in modo un po’ più agonistico.”

Avete fatto diverse gare di Swimrun, ma a me interessa sapere cosa avete pensato nelle salite della Swimrun Cheers di Stresa?

Paolo: “Stresa è un appuntamento fisso nel mio calendario. In realtà, a me le salite non pesano. Ho maledetto, invece, l’organizzatore nell’ultima discesa…Ogni gara di Swimrun ha il suo fascino, però Stresa è magica e vorrei che ogni anno ci fosse un tratto nuovo (in aggiunta, ovviamente) per esplorare ulteriormente il territorio.”
Renato: “Che dopo ci sarebbe stata la discesa. Lo sai, mi piace la corsa in montagna e la salita non mi spaventa. Faccio il mio passo e so che prima o poi si scollina e allora butterò le gambe a valle a rotta di collo!”

Perché è bello fare Swimrun?

Paolo: “Con lo Swimrun ti senti parte della natura, vivi in stretta simbiosi dell’ambiente e, incredibile ma vero, perdi la cognizione del tempo. Quando ti alleni in modalità swimrun, passano due ore e sembra che sei appena partito. Provare per credere…”
Renato: “Perché è bello, punto. È una cosa semplice che sembra stranissima e quindi mi piace. Non mi piace correre per troppo tempo, ma se ogni qualche chilometro mi butto in acqua allora cambia tutto!”

Tu e Renato/Paolo, siete le punte di diamante della Squadra di Swimrun più figa d’Italia, motivo di orgoglio e di….

Paolo: “Per noi, essere parte della famiglia di Swimrun Cheers è un onore: grazie davvero a Diego Novella e Veronica Castelli, prodighi di consigli, di attenzioni e di iniziative per promuovere questo sport alla portata di tutti, dai ragazzi ai diversamente giovani. Mi piace ricordare l’adagio di un famoso allenatore: “La forza del lupo è il branco, ma la forza del branco è il lupo”.”
Renato: “Io e Paolo siamo i più “secchioni”, quelli che ci mettono più agonismo e siamo orgogliosi di essere parte di questo gruppo.”

Cosa diresti ad un atleta che non sa cosa è lo Swimrun, per convincerlo a provare?

Paolo: “Regalati un’avventura: partecipa ad uno dei numerosi test organizzati da Diego e non smetterai più!”
Renato: “Gli direi: “mi spiace che tu fino ad oggi abbia condotto una vita triste e grigia, ma io, oggi, ti offro la possibilità di colorarla!”

PAOLO CARMINATI E RENATO DELL'ORO
MESSAGE FROM THE USERS
LOGIN TO LEAVE A NEW COMMENT
similar blog
Interview with Fanny Kuhn, Swedish Swimrun champion
Interview
category : INTERVIEW
publish on : 4/9/2020 12:00:00 PM
Views : 43
interwiev to Luigi Manfredi
interwiev
category : INTERVIEW
publish on : 3/12/2020 12:00:00 PM
Views : 202
interwiev to andrea gallina
Interview
category : INTERVIEW
publish on : 2/25/2020 12:00:00 PM
Views : 224
Interview with Claudia Imperiali
FROM THE SIDE OF SECURITY
category : INTERVIEW
publish on : 2/20/2020 11:45:02 AM
Views : 371
INTERWIEV TO NADIA MICHELETTO
NADIA MICHELETTO
category : INTERVIEW
publish on : 2/13/2020 11:46:05 AM
Views : 465
BECOME A VOLUNTEER. FIND OUT HOW>
OUR PARTNERS
HOME
SWIMRUN
TRAINING
TEST
RACE
PARTNER
GALLERY
PRESS
diego novella's corner
SHOP
PRIVACY
2020 © SWIMRUN CHEERS
Licenza Creative Commons
Quest'opera รจ distribuita con Licenza
Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.